Perché talvolta non hanno successo e utilità corsi con contenuti ben scelti, docenti capaci, metodologie didattiche accurate mentre, all’inverso, può accadere anche che risultino utili e apprezzati corsi o seminari calati sui partecipanti e nelle realtà organizzative con insufficiente adeguatezza progettuale? E perché può perfino succedere che edizioni diverse di uno stesso corso risultino a volte efficaci e altre mediocri o negative? Il merito, o la colpa, è dei «processi», di questi finora un po’ misteriosi co-protagonisti delle azioni formative: molto presenti all’intuito dei formatori, ma spesso poco analizzati, poco descritti, poco impostati sistematicamente nella loro gestione. Le variabili e i fenomeni di processo non sono oggettivi e assoluti ma contingenti e soprattutto affondano le radici nella soggettività delle organizzazioni, dei partecipanti ai corsi come gruppi e come singoli, dei docenti e degli addetti ai lavori. I processi sono però determinati nei contratti psicologici tra partecipanti e organizzazioni e tra partecipanti e docenti, nonché sul clima d’apprendimento e sulle motivazioni; rappresentano soprattutto concorrenti determinanti dei contenuti, e spesso costituiscono essi stessi parte importante dell’apprendimento. Questo libro propone d’estrarre la gestione dei processi dall’area esclusiva dell’intuito e del carisma degli addetti ai lavori, per portarla anche nell’area della sistematicità, della gestibilità […]