L’e-commerce in Trentino cresce. Ma la vera domanda, oggi, non è più soltanto se le imprese siano presenti online. La questione centrale è un’altra: quanto sono pronte a trasformare la vendita digitale in un canale stabile, misurabile e integrato nella propria strategia aziendale?
È questo uno dei messaggi emersi il 10 giugno, durante l’incontro dedicato all’aggiornamento dell’Osservatorio eCommerce B2C in Trentino, promosso nell’ambito delle iniziative a supporto dell’e-commerce e dell’export digitale. Un momento di analisi e confronto che ha permesso di leggere con maggiore precisione lo stato della vendita online nel territorio provinciale, mettendo in evidenza opportunità concrete ma anche alcuni nodi ancora aperti.
Secondo i dati presentati, nel 2025 le vendite eCommerce B2C dirette e indirette generate da imprese trentine hanno raggiunto gli 84,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai 78,5 milioni del 2024. L’aumento complessivo è pari al 7%, un dato che conferma come il mercato digitale locale continui a muoversi in modo positivo.
A trainare la crescita sono soprattutto i servizi, che passano da 48,2 a 53,2 milioni di euro. I prodotti crescono invece in modo più contenuto, da 30,3 a 30,9 milioni. Questo elemento racconta una specificità del territorio: in Trentino l’e-commerce non riguarda solo la vendita di beni fisici, ma anche servizi, prenotazioni, mobilità, contenuti, turismo e filiere connesse all’esperienza.
La distribuzione per comparto conferma questa lettura. Nel 2025 il trasporto rappresenta il 54% delle vendite eCommerce B2C trentine. Seguono editoria con l’11%, prodotti per la cura della persona e della casa con il 10%, turismo e cibo e bevande con il 7% ciascuno. Ricambi e componenti pesano per il 3%, mentre l’8% rientra nella voce altro.
Il dato è interessante perché amplia il perimetro con cui spesso si guarda all’e-commerce. Non si tratta soltanto di “aprire un negozio online”, ma di ripensare il modo in cui un’impresa rende acquistabili, prenotabili, confrontabili e gestibili i propri prodotti o servizi. Per molte aziende, il digitale può diventare un’estensione naturale del rapporto con il cliente, a patto che sia progettato in modo coerente.
Un altro segnale positivo arriva dall’export digitale. Le vendite eCommerce B2C tra Trentino ed estero passano da 22,1 milioni di euro nel 2024 a 23,8 milioni nel 2025. La crescita c’è, ma va letta con attenzione: vendere online all’estero non significa soltanto tradurre un sito o spedire oltreconfine. Richiede gestione dei mercati, politiche di prezzo, logistica, assistenza clienti, strumenti di pagamento adeguati e capacità di misurare i risultati.
Ed è proprio qui che l’Osservatorio mostra il secondo lato della fotografia: la maturità digitale delle imprese.
L’assessment condotto su 225 imprese restituisce un quadro articolato. Il 40% non dispone di un sito eCommerce B2C proprio e non è presente su marketplace. Tra queste imprese, solo il 10% dichiara l’intenzione di investire nell’online in futuro. All’opposto, poco meno di un terzo delle aziende rispondenti utilizza un approccio più evoluto, combinando sito eCommerce diretto, marketplace e social network con finalità transazionali.
Questo dato è probabilmente il più importante dal punto di vista strategico. Il tema non è solo tecnologico, ma organizzativo e culturale. L’e-commerce non funziona se viene trattato come un progetto isolato, affidato a una piattaforma o a un singolo strumento. Funziona quando entra nei processi aziendali: marketing, comunicazione, vendite, logistica, customer care, amministrazione, analisi dati.
In altre parole, il passaggio decisivo non è “essere online”, ma sapere perché si è online, con quali obiettivi, verso quali clienti e con quali indicatori di risultato.
Per una micro o piccola impresa, questo può significare scegliere con attenzione tra sito proprietario, marketplace o modello ibrido. Per un’azienda che vende già online, può voler dire migliorare la conversione, coordinare i canali, leggere i dati, ottimizzare il checkout, gestire meglio le campagne promozionali o rivedere la customer experience. Per chi guarda all’estero, significa strutturare un percorso progressivo di export digitale, evitando improvvisazioni e investimenti non misurabili.
I risultati dell’Osservatorio indicano quindi una direzione chiara: il potenziale c’è, ma deve essere accompagnato da competenze. Non competenze astratte, ma strumenti operativi per prendere decisioni: come impostare una strategia eCommerce, come leggere il comportamento degli utenti, come scegliere i canali, come gestire pagamenti e logistica, come comunicare il valore dei propri prodotti e servizi, come integrare l’online con il resto dell’attività aziendale.
In questo scenario si inserisce il Progetto eCommerce di Accademia d’Impresa, pensato per accompagnare le imprese in un percorso base e avanzato dedicato alla vendita online. L’obiettivo non è proporre una soluzione uguale per tutti, ma aiutare le aziende a comprendere il proprio punto di partenza e a costruire un metodo di lavoro sostenibile.
Per chi non ha ancora un canale digitale strutturato, il percorso può rappresentare l’occasione per impostare correttamente i primi passi. Per chi vende già online, può diventare uno spazio di confronto per migliorare processi, strumenti e risultati. Per chi vuole crescere anche fuori dal mercato locale, può offrire una base utile per affrontare con maggiore consapevolezza l’export digitale.
L’e-commerce, oggi, non è più una scelta marginale o sperimentale. È uno dei modi attraverso cui le imprese possono raggiungere nuovi clienti, consolidare relazioni, diversificare i mercati e rendere più competitivo il proprio modello di business.
Il dato più importante dell’Osservatorio, forse, è proprio questo: la crescita del mercato non basta da sola. Serve una crescita parallela delle competenze. Ed è su questo terreno che le imprese trentine possono costruire il prossimo salto di qualità.
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