Il pesce del Trentino: territorio, cultura e qualità in un incontro dedicato alla filiera locale
Il pesce d’acqua dolce è una componente preziosa della cultura alimentare trentina: un prodotto legato alla storia del territorio, alla qualità delle sue acque e a una filiera che unisce allevamento, ricerca, tutela e attenzione alla salute.
A questi temi è stato dedicato l’incontro “Il pesce del Trentino”, organizzato da Accademia d’Impresa il 6 ottobre 2025 nell’ambito delle iniziative dedicate alla valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali.
L’evento ha proposto un viaggio dall’origine alla tavola, coinvolgendo quattro esperti chiamati a raccontare il pesce trentino da prospettive diverse ma strettamente collegate: antropologica, produttiva, qualitativa e nutrizionale.
Il pesce nella cultura alimentare trentina
Ad aprire l’incontro è stata Marta Villa, antropologa culturale del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento.
Il suo intervento, dal titolo evocativo “Polenta e pesatine doman se magnerà”, ha ricostruito la presenza del pesce nella storia e nelle tradizioni alimentari locali. Attraverso documenti, testimonianze e immagini, è emerso come il consumo di pesce in Trentino non rappresenti un’abitudine recente, ma faccia parte di un patrimonio culturale costruito nel tempo.
Fiumi, torrenti e laghi hanno influenzato l’alimentazione delle comunità locali, dando origine a pratiche di pesca, conservazione e preparazione che raccontano il rapporto profondo tra le persone e l’ambiente in cui vivono. Il pesce diventa così non soltanto un alimento, ma anche un elemento della memoria collettiva e dell’identità del territorio.
Acquacoltura e ricerca al servizio della qualità
La seconda parte dell’incontro ha approfondito il ruolo dell’acquacoltura con Filippo Faccenda, tecnologo e coordinatore dell’Unità acquacoltura e idrobiologia del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach.
Il suo intervento ha collocato la produzione trentina all’interno di uno scenario molto più ampio. A livello mondiale, l’acquacoltura rappresenta ormai un settore fondamentale per rispondere alla crescente domanda di prodotti ittici: la produzione di pesce allevato ha raggiunto circa 94,4 milioni di tonnellate.
In Europa, tuttavia, il comparto mostra una crescita più contenuta. L’Unione europea produce circa 1,1 milioni di tonnellate, pari a una quota limitata della produzione globale, mentre l’Italia contribuisce per circa il 12,5% al totale europeo.
In questo contesto, la ricerca svolge un ruolo decisivo. Innovazione, monitoraggio delle acque, benessere animale, alimentazione e sostenibilità degli allevamenti sono elementi indispensabili per garantire un prodotto di qualità e ridurre l’impatto ambientale della produzione.
Trote e salmerini: eccellenze delle acque trentine
Massimo Manfrini, responsabile Qualità, Servizi tecnici e Vigilanza del Consorzio di Tutela delle Trote del Trentino IGP, ha accompagnato i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche che rendono trote e salmerini del territorio prodotti riconoscibili e apprezzati.
La qualità del pesce trentino nasce innanzitutto dall’ambiente. Le acque fredde, pulite e ben ossigenate provenienti dai ghiacciai e dalle sorgenti montane favoriscono una crescita lenta e contribuiscono alle caratteristiche delle carni.
A questo patrimonio naturale si affianca il lavoro degli allevatori e del Consorzio di tutela, impegnato nel controllo della filiera, nel rispetto del disciplinare e nella valorizzazione della Trota del Trentino IGP. Il riconoscimento europeo rappresenta non solo una certificazione di origine, ma anche uno strumento per proteggere il prodotto, garantirne la tracciabilità e comunicarne il legame con il territorio.
Un alimento prezioso per la salute
L’ultima parte dell’incontro è stata affidata ad Anna Bezzeccheri, biologa nutrizionista professionista di AIC Trentino, che ha illustrato le proprietà nutrizionali del pesce.
Trote e salmerini rappresentano una fonte di proteine di elevata qualità, vitamine e minerali. Il loro inserimento in un’alimentazione varia ed equilibrata permette inoltre di beneficiare dell’apporto di acidi grassi essenziali, importanti per il benessere dell’organismo.
L’intervento ha offerto anche indicazioni utili per orientarsi nella scelta, nella conservazione e nella preparazione del prodotto. Il valore nutrizionale del pesce, infatti, può essere preservato privilegiando cotture semplici e abbinamenti capaci di rispettarne gusto e caratteristiche.
Conoscere il prodotto per valorizzare il territorio
L’incontro ha mostrato come dietro un alimento apparentemente semplice si trovi un sistema complesso, formato da ambiente, storia, conoscenze scientifiche, imprese e attività di tutela.
Raccontare il pesce del Trentino significa quindi parlare delle comunità che lo hanno portato sulle proprie tavole, della ricerca che accompagna l’evoluzione dell’acquacoltura, degli allevatori che lavorano nelle acque di montagna e dei professionisti impegnati a garantirne qualità e sicurezza.
Con questa iniziativa Accademia d’Impresa conferma il proprio impegno nella diffusione della cultura di prodotto e nella valorizzazione delle eccellenze agroalimentari trentine, creando occasioni di confronto tra ricerca, imprese, professionisti e consumatori.







