La figura di Serge Moscovici si distingue nel panorama della psicologia per il carattere della sua opera fortemente innovativo e al tempo stesso profondamente fondante, per l’intera psicologia sociale. Egli costituisce ancora oggi una delle figure più rappresentative di quel movimento di critica e rinnovamento che si è avviato nel corso degli anni ’70 dentro la psicologia, specie europea, in tendenziale contrapposizione all’allora prevalente psicologia sociale statunitense, spesso giudicata eccessivamente “individualista” o “decontestualizzata” in senso sociale. Fin dalle sue prime ricerche degli anni ’50 e ’60 fornisce contributi innovativi ad alcune delle “tematiche classiche” della psicologia sociale (atteggiamenti e conoscenze sociali, influenza sociale, processi e decisioni di gruppo) riuscendo intorno a queste a costruire nel tempo quelle principali teorie che lo rappresentano oggi all’interno della psicologia sociale come un grande maestro di originalità teorica e di continuità intellettuale: (1) la teoria delle rappresentazioni sociali (R.S.); (2) la teoria dell’influenza sociale minoritaria; (3) la teoria del consenso sociale e delle decisioni collettive. A queste si aggiunge quella circa il rapporto “uomo-natura”, e quindi tra rappresentazioni/attività umane e assetti dell'”ambiente naturale”, attualmente sempre più al centro non solo dell’odierna psicologia ambientale, ma delle scienze ambientali in genere. Queste varie teorie tendono in realtà a rappresentare […]