Il benessere degli individui, anche nel luogo di lavoro, costituisce oggi qualcosa in più di una condizione accessoria – per quanto importante e auspicabile – ai fini della produttività. Si qualifica anzi, a tutti gli effetti, come un asset aziendale, forse il più importante in un contesto in cui in misura sempre più determinante sono proprio le persone a fare la differenza e sono le persone con il loro patrimonio di idee, conoscenza e creatività a rendere competitiva l’impresa e a decidere le sorti delle sfide che il mercato continuamente propone. Il digitale ha però cambiato radicalmente il nostro modo di vivere e lavorare, mutandone gli equilibri: siamo connessi 7 giorni su 7, h24 e i confini tra vita privata e vita lavorativa sono venuti meno. Ritagliarsi tempo per sé, i propri hobby, gli amici e la famiglia è diventato difficile; i livelli di stress sono aumentati e il burnout è stato dichiarato una sindrome dall’OMS. Sedentarietà e ritmi di lavoro che interferiscono negativamente sulle abitudini alimentari e sul riposo fanno il resto. Urge dunque intervenire, perché solo persone in salute e felici possono far emergere le soft skills essenziali per portare valore aggiunto in azienda. In questa direzione il […]